Le tappe istituzionali

Sicuramente il ruolo di Presidente della Federazione Motonautica Italiana e quello di Senior Vice President dell’Unione Mondiale della Motonautica mi hanno permesso di fare molto. Ho tracciato la prima bozza del regolamento UIM per le moto d’acqua e ho collaborato con l’allora Ministro Prandini per la promulgazione di una legge che permettesse lo svolgimento di Campionati Europei per classi Junior, a partire dai 12 anni di età anziché dai 18. In quegli anni la motonautica aveva certamente bisogno di fare una profonda riflessione

sulla sicurezza. Ho vissuto un periodo in cui era facile morire durante una gara. Molti miei colleghi hanno perso la vita gareggiando, penso, per esempio, a grandi sportivi come Guido Caimi, Tom Percival, Stefano Casiraghi… In Formula 1 Circuito i Catamar raggiungevano velocità di oltre 200 km/h e al mimino errore, con il rovesciamento della barca gli atleti venivano sbalzati fuori. Per molti di loro l’impatto con l’acqua è stato fatale. Il basso standard di sicurezza provocava incidenti gravissimi che, se anche non mortali, provocavano grandi menomazioni agli atleti. Per questa ragione Bill Brown e io, nell’ambito della commissione tecnica U.I.M., siamo stati i promotori delle prime capsule di salvataggio, veri e propri gusci protettivi per i piloti, che hanno reso più sicure le gare. Oggi le capsule si sono ulteriormente evolute: sono infatti realizzate con materiali all’avanguardia e hanno dei meccanismi di salvataggio simili agli air bag dell’automobile che, in caso di incidente, gli permettono di auto raddrizzarsi, evitando che l’atleta rimanga sott’acqua. Studi e ricerche di grande interesse sono stati realizzati dall’ingegner Fabio Buzzi per l’Offshore e da Guido Cappellini, pluricampione mondiale per la Formula 1.