Philosophy

Lo spirito di aggregazione dello sport, i valori che la pratica sportiva è in grado di trasmettere, il piacere della vittoria, la passione per la sfida che ti porta a saperti allenare sempre per vincere e mai per il secondo posto. Questi sono i valori che mi hanno accompagnato per tutta la carriera. Ho sempre affrontato ogni gara per arrivare alla vittoria: anche nelle competizioni apparentemente meno importanti, come nel Raduno delle Barche d’Epoca, non ho mai gareggiato per il secondo posto. Molti oggi hanno le risorse economiche per potersi comprare una barca. Ma possedere una barca non ti rende un grande sportivo. Bisogna saperla condurre, averne rispetto, saperla conservare, farla funzionare al meglio, avere passione e amore per ciò che si fa. Tutto questo fa la differenza tra un grande campione e un dilettante.
Un’altra delle caratteristiche che ritengo più importanti nel rapporto con lo sport è la capacità di saper riconoscere i propri limiti, perché solo comprendendo i tuoi limiti puoi superarli. Ricordo competizioni come la 24 ore di Rouen o la 6 ore di Parigi, dove ho gareggiato 15 volte e conquistato diverse medaglie (3 medaglie d’oro, 2 d’argento e 3 di bronzo): erano gare difficilissime, dovevi avere un grande sangue freddo. La Senna è larga 80 metri e le barche in partenza erano 80- 90. Lo spazio e le onde provocate dal movimento delle barche non permettevano il passaggio di tutti i piloti contemporaneamente, ma solo di per 3-4 al massimo. In quei momenti dovevi avere un grande autocontrollo e saper mantenere la calma.
Durante una 6 Ore di Parigi avevo vicino un americano con un mezzo molto più veloce del mio. A un certo punto, dopo la partenza, mi ha affiancato sulla Senna e nel suo sguardo ho visto l’agitazione di chi sta perdendo il controllo. Allora io gli ho fatto un cenno con una mano come a dire, stai tranquillo. Alla fine della gara ricordo ancora la sua gratitudine, mi disse che il mio gesto gli aveva fatto capire che se fosse andato avanti in quel modo sarebbe finito male.